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Da: Mattino della Domenica 19.12.10 pag 4

Nuove richieste di risarcimento in arrivo?

E nümm a pagum!!

La Raiffeisen di Balerna

Ma guarda un po’!! Qualcosa ci dice che il solito sfigato contribuente ticinese sarà presto chiamato a pagare aumenti di premio dell’assicurazione RC del Cantone a seguito dell’ennesimo risarcimento per ingiusta carcerazione ed ingiusto procedimento penale nei confronti dell’ex direttore della Banca Raiffeisen di Balerna, arrestato nel 2004 per il buco da 90 milioni scoperto nell’istituto medesimo!!

L’ex direttore, cui l’immotivata procedura a suo carico ha distrutto la carriera e l’esistenza, non solo è stato sulla graticola per sette anni, ma è anche stato arrestato ingiustamente!

E per fortuna che l’ex direttore aveva quale avvocato difensore Luca Marcellini, già Procuratore generale aggiunto! Avesse avuto un altro legale, meno addentro nel Ministero pubblico, avrebbe dovuto aspettare ancora di più!!

Una cosa è certa: finché i procuratori megalomani e politicizzati, quelli che frignano di essere “sovraccarichi di lavoro” ma quando si tratta di condannare il presidente della Lega per delle quisquilie (ad esempio aver dato della carampana alla carampana Chiara Scimmioneschi Scortesi) riescono sempre a redigere decreti d’accusa in tempi record, non saranno chiamati a pagare personalmente, rispettivamente con la propria RC privata, i risarcimenti per ingiusti procedimenti ed ingiuste carcerazioni di cui sono responsabili, andremo sempre peggio!!

 

Da: CdT 18.12.10 pag 17

Giustizia Prosciolto Fiorenzo Vella
Buco da 93 milioni di franchi alla Raiffeisen di Balerna, l'ex direttore della banca sotto inchiesta dal luglio 2004 è destinatario di un decreto di abbandono


Arrestato il 29 luglio 2004 e tratte­nuto in carcere quasi una settimana, fino al 4 agosto, con l'accusa di ammi­nistrazione infedele semplice e aggra­vata, l'allora direttore della Banca Raif­feisen di Balerna Fiorenzo Vella è sta­to prosciolto, con decreto di abbando­no stilato l'altro ieri dal procuratore ge­nerale aggiunto Giovan Maria Tattar­letti, dai pesanti addebiti mossigli nel­l'ambito dell'inchiesta sul buco da ol­tre 93 milioni di franchi. L'ex diretto­re dell'istituto di credito, chiamato in causa dall'ex vicedirettore Tiziano Cro­ci, si è sempre detto innocente. A più di sei anni di distanza dall'arresto, do­po che l'inchiesta è passata nelle ma­ni di tre magistrati, la sua versione dei fatti è stata accolta. Nel decreto emes­so due giorni fa si legge che non è sta­to possibile stabilire in modo certo se Vella, difeso dall'avvocato Luca Mar­cellini, fosse a conoscenza delle ope­razioni illecite di Croci e se abbia trat­to profitto dagli utili conseguiti dall'ex collega di direzione. Il decreto di ab­bandono può ora essere eventualmen­te impugnato dalla Raiffeisen Svizze­ra Società cooperativa San Gallo e dal­la Banca Raiffeisen del Basso Mendri­siotto, entrambe rappresentate dal­l'avvocato Paolo Bernasconi. Il legale di parte civile si consulterà coi suoi clienti per decidere quali passi intra­prendere.
La voragine nei conti della banca di Ba­lerna era venuta a galla il 16 settem­bre 2003, quando, su sua autodenun­cia, venne arrestato il vicedirettore del­l'istituto di credito Tiziano Croci, pa­trocinato dall'avvocatessa Anne Schweikert. Per Croci, al quale sono
contestati i reati di amministrazione infedele aggravata, falsità in documen­ti, appropriazione indebita ed abuso di impianto di elaborazione dati, si pro­fila il processo al Tribunale di primo grado, probabilmente a inizio 2011 con rito abbreviato. Con temerarie opera­zioni speculative sul mercato delle di­vise e dei metalli preziosi, l'ex vicedi­rettore della Raiffeisen di Balerna, nel frattempo trasferitosi in Cina, ha pol­verizzato milioni di franchi. Nei bilan­ci della banca figurerebbero perdite ca­muffate ed attivi fittizi. Dapprima si era parlato di un danno alla filiale dell'isti­tuto di credito di qualche milione di franchi, ma poi il buco aveva assunto dimensioni enormi. Una perizia di una società di revisione aveva stabilito che era cresciuto da 5 milioni di franchi nel 2000 a 12 nel 2001, a 80 nel 2002 fino a oltre 90 nel settembre 2003. Erano pu­re emersi errori a più livelli all'interno della banca. Leggerezze che hanno ca­gionato una perdita totale superiore ai 93 milioni di franchi. Già poco tempo dopo la scoperta delle malversazioni, la banca era intervenuta tramite un fon­do speciale per ripianare tutte le per­dite, in modo che nessun cliente do­vesse patire danni. Tempestivamen­te erano state adottate le misure orga­nizzative per impedire il ripetersi di queste irregolarità. La filiale balernita­na si era poi fusa con quella di Chias­so dando vita alla Banca Raiffeisen Bas­so Mendrisiotto. Croci, oggi 44.enne, ha scontato più di un anno di deten­zione preventiva, dal giorno del suo ar­resto fino al 23 settembre 2004.
PATRICK COLOMBO EMANUELE GAGLIARDI






VORAGINE EMERSA NEL 2003 L'inchiesta partì più di sette anni fa, quando Tiziano Croci si autodenunciò per le malversazioni compiute. (Foto Maffi)

 

Da: La regione 16.10.10 pag 7

Il sostegno dei deputati al ‘lobbismo’ del Cantone

Le strategie dei parlamentari ticinesi la cui guida passa da Lombardi a Carobbio

Da Palazzo federale

Berna – Non è facile trovare un massimo comun denominatore in grado di unire la deputazione ticinese a Berna. Ciò è normale e persino comprensibile. All’interno della squadra che rappresenta il Ticino alle Camere convivono visioni e sensibilità diverse. Citiamone una per tutte: il possibile raddoppio della galleria stradale del Gottardo. Come mettere d’accordo Fabio Pedrina e Marina Carobbio (la nuova presidente della deputazione che succede a Filippo Lombardi e che sarà affiancata quale vice da Norman Gobbi) con altri parlamentari della Svizzera italiana su questo tema? Lo sforzo per definire obiettivi comuni minimi comunque è in atto ed è pure lodevole. Un esempio è quello legato alla difesa e alla promozione della lingua italiana all’interno dell’amministrazione federale. È stato così possibile – ha fatto notare il presidente uscente Lombardi nell’incontro di ieri con i giornalisti – inserire nel preventivo 2011 della Confederazione l’assunzione di 16 traduttori perché i dettami della legge sulle lingue (e i contenuti della relativa ordinanza) possano avere una concretizzazione. La verifica sul terreno della politica linguistica della Confederazione sarà uno dei temi che occuperanno i parlamentari ticinesi il prossimo anno, ha assicurato Marina Carobbio. Quanto ai trasporti è costante l’attenzione sui passi che seguirà la rivendicazione dell’adeguamento dei profili delle gallerie e dei viadotti lungo le linee di accesso ai tunnel di base del Ceneri e del Gottardo, ha assicurato Lombardi evidenziando le nuove aperture su questo fronte dell’Ufficio federale dei trasporti. Il problema (per la sistemazione degli accessi come per il completamento di AlpTransit) è di natura finanziaria. Per gestire i rapporti tra Ticino e Berna, dopo la designazione del ‘lobbista’ che dovrà tutelare gli interessi del Cantone nella capitale, determinante sarà la coordinazione tra il lavoro del Consiglio di Stato e quello della deputazione, ha sottolineato Carobbio che intende muoversi in questo senso. La parlamentare del Ps ha pure indicato, quale altro tema legato sempre ai trasporti, il progetto per lo sviluppo di un polo tecnologico attorno alle Officine Ffs di Bellinzona. In materia di sicurezza va poi menzionata la battaglia avviata da Fabio Abate per il mantenimento degli effettivi delle guardie di confine. Dopo il no del Nazionale altri Cantoni di confine si stanno attrezzando per questa rivendicazione, in particolare Ginevra. E.B.

 

 

Da: La regione 16.12.10 pag 3

I giurati nelle corti penali anche dopo il 1° gennaio Il parlamento approva il decreto legislativo urgente

Caimi avverte: ‘Saranno dei giudici a tutti gli effetti’

Il Gran Consiglio ha reinserito nella Legge sull’organizzazione giudiziaria le norme sui giurati, con qualche piccola modifica imposta dalla procedura penale unificata sul piano federale che scatterà col 1° gennaio. Norme che lo stesso parlamento aveva cancellato in aprile varando gli adattamenti cantonali al futuro codice federale. E che ieri sono state appunto ripristinate in seguito alla votazione di fine novembre quando i cittadini ticinesi, bocciando la modifica costituzionale caldeggiata da governo e maggioranza del Gran Consiglio, hanno deciso di mantenere i giudici popolari nelle nostre corti penali. Il rapporto commissionale del socialista Graziano Pestoni sul decreto legislativo urgente – licenziato a inizio mese dal Consiglio di Stato per consentire la partecipazione degli assessori giurati ai processi di primo grado anche dopo il 1° gennaio 2011 – è stato approvato da 46 deputati (6 gli astenuti, nessun contrario).

Soddisfatto del risultato scaturito il 28 novembre dalle urne Andrea Giudici (Plr), che a suo tempo in parlamento si era opposto all’abolizione della figura del cittadino giurato. Da gennaio, col nuovo codice, l’impegno dei giudici popolari « aumenterà: parteciperà infatti anche alle fasi che precedono il dibattimento », ha ricordato il parlamentare. La presenza del cittadino non giurista nelle corti, e dunque la sua partecipazione all’amministrazione della giustizia penale, « è un valore aggiunto », ha rilevato a sua volta Lorenzo Quadri (Lega). Quanto propone il decreto legislativo è una soluzione transitoria, in attesa di quella definitiva: una soluzione transitoria che, ha evidenziato Luca Pagani (Ppd), « appare adeguata per permettere dal 1° gennaio il regolare svolgimento dei processi, evitando così eventuali contestazioni da parte dei condannati, causa la mancanza degli assessori giurati », contestazioni che potrebbero portare all’annullamento di dibattimenti e sentenze. Pagani ha poi accennato alla soluzione definitiva: « Sarà opportuno prevedere l’intervento dei giurati anche nella Corte di appello e revisione penale ».

Critico l’intervento di Carlo Luigi Caimi che, preannunciando la propria astensione dal voto, ha avvertito che la figura dell’assessore giurato come la conosciamo oggi non sarà comunque possibile mantenerla. « Saranno dei giudici a tutti gli effetti, ancorché non togati », ha osservato il deputato Ppd per il quale il tema andava approfondito, perché anche questa soluzione ponte « potrebbe non essere compatibile col diritto federale ». Ma si tratta per l’appunto di una soluzione transitoria per dare subito seguito alla volontà popolare e scongiurare quelle contestazioni cui alludeva Pagani, hanno replicato il ministro Luigi Pedrazzini e Pestoni. « In primavera dovremmo ricevere dal Consiglio di Stato un messaggio con le proposte definitive, che potrebbero pertanto tradursi in legge prima di fine legislatura », ha aggiunto il relatore.

 

Da: La regione 15.12.10 pag 4

Pp e giudici, la squadra è pronta: dal 1° gennaio i nuovi codici

A Bellinzona dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi per oltre quaranta magistrati

A.MA.
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 TI-PRESS FOTO La cerimonia ieri nella sala del Gran Consiglio

Tra il pubblico c’è anche lui, Mario Branda. Ancora un paio di settimane da pp, dopodiché, lasciato Palazzo di giustizia, si dedicherà esclusivamente alla propria campagna elettorale (è uno dei cinque candidati socialisti al Consiglio di Stato). Certo, emoziona un po’ vedere riuniti in un momento speciale così tanti colleghi magistrati, ex dal prossimo 1° gennaio, con i quali si sono condivisi diversi anni di lavoro. « Dieci anni, molto intensi... ma si guarda avanti », dice Branda.

Martedì 14 dicembre: a Bellinzona nell’aula del Gran Consiglio poco più di quaranta toghe – procuratori pubblici, giudici dei provvedimenti coercitivi e giudici d’Appello, magistrato dei minorenni nonché pretori aggiunti – si apprestano a dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Parenti e amici sopra, in tribuna. Giù in sala i magistrati che il parlamento ha eletto in questi mesi in vista dell’entrata in vigore, il 1° gennaio, delle procedure penale e civile unificate a livello federale. Volti noti (diversi gli uscenti riconfermati) e visi nuovi. Il loro mandato durerà dieci anni.

Per l’occasione sono presenti il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini, la vice Laura Sadis e il direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori. Accanto ai ministri siedono il cancelliere Giampiero Gianella e il responsabile della Divisione giustizia Giorgio Battaglioni. C’è anche il procuratore generale John Noseda. A condurre la cerimonia è il presidente del Gran Consiglio, autorità di nomina di pp e giudici. « Una cerimonia che ha un significato notevole », premette il primo cittadino del Cantone Dario Ghisletta, che la sera prima ha rispolverato pagine scritte da due illustri giuristi italiani (« alcune delle mie letture estive »). Pagine dei libri “Sulle regole” dell’ex pm del pool milanese Mani pulite Gherardo Colombo e “La vita e le regole, tra diritto e non diritto” del già garante della privacy Stefano Rodotà (entrambi i testi pubblicati da Feltrinelli). Il presidente del parlamento ticinese cita Colombo e Rodotà (le riflessioni dei quali « sono particolarmente opportune »), poi si rivolge direttamente ai magistrati che si accingono a dichiarare fedeltà alle leggi. « Il vostro è un compito di fondamentale importanza per garantire la convivenza pacifica anche nel nostro piccolo cantone », ricorda Ghisletta. « Siete al servizio dei cittadini e dello Stato e il mio – chiosa – è un giudizio molto positivo sul lavoro sin qui svolto dai magistrati ticinesi ».

Si guarda intanto al 1° gennaio, quando scatterà la nuova procedura penale. Che ha richiesto degli adattamenti delle strutture giudiziarie cantonali. Ci sarà per esempio l’appello penale, che comporterà in pratica il rifacimento del processo di primo grado. Altra novità: i giudici dei provvedimenti coercitivi si pronunceranno, confermandole o no, sulle misure (carcerazione preventiva, controlli telefonici ecc.) disposte non solo dagli inquirenti ticinesi, ma pure dal Ministero pubblico della Confederazione, nel nostro caso dalla sede distaccata di Lugano della Procura federale.

 

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